Sanità dell’alveare · Approfondimento tecnico
Amitraz e tau-fluvalinate: due molecole, due bersagli completamente diversi
Apivar e Apitraz da una parte, Apistan dall’altra. Non è solo una questione di marchio o di durata del trattamento: amitraz e tau-fluvalinate agiscono su due sistemi nervosi completamente distinti dell’acaro. Capire come agiscono spiega perché la rotazione funziona, perché la resistenza si comporta in modo diverso nei due casi e perché uno dei due lascia un problema permanente nella cera.
1. Due famiglie chimiche, due logiche farmacologiche
L’amitraz è una formamidina. Il tau-fluvalinate è un piretroide di sintesi. Sono classi chimiche che non hanno nulla in comune, né per struttura, né per bersaglio, né per comportamento nell’alveare. Questo è il punto di partenza di tutto il resto.
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Amitraz
Apivar®, Apitraz® |
Tau-fluvalinate
Apistan® |
| Classe chimica |
Formamidina |
Piretroide di sintesi (α-ciano) |
| Bersaglio molecolare |
Recettore octopaminergico β-adrenergico-simile (Octβ2R) |
Canale del sodio voltaggio-dipendente (VGSC) |
| Tipo di azione |
Agonista di un recettore neuromodulatore (GPCR) |
Modulatore di un canale ionico → paralisi |
| Contenuto per striscia |
500 mg |
800 mg |
| Posologia (foglietto illustrativo) |
2 strisce/alveare. Apivar: min. 42 gg, max 56 gg. Apitraz: 6 settimane |
2 strisce/alveare, tra 6 e 8 settimane; mai oltre 8 settimane |
| Tempo di attesa miele |
0 giorni |
0 giorni |
| LMR nel miele (Reg. UE 37/2010) |
200 ppb (somma amitraz + metaboliti) |
Nessun LMR fissato |
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Fonte: fogli illustrativi dei medicinali veterinari autorizzati in Italia e Linee guida per il controllo dell’infestazione da Varroa destructor – 2025 (Ministero della Salute).
2. Come agisce l’amitraz: manomettere il “volume” del sistema nervoso
Negli invertebrati l’octopamina svolge un ruolo paragonabile a quello della noradrenalina nei vertebrati: è il neuromodulatore che regola arousal, locomozione, aggressività, risposta allo stress. Agisce legandosi a recettori accoppiati a proteine G, tra cui l’Octβ2R.
L’amitraz è un agonista di quel recettore: non blocca nulla, al contrario lo attiva in modo continuo e non regolato. L’effetto sull’acaro non è una paralisi netta ma una disregolazione: iperattività, perdita di coordinazione, incapacità di mantenere la presa sull’ospite, riduzione dell’alimentazione, distacco dall’ape e caduta sul fondo dell’arnia.
Un dettaglio importante: l’amitraz è in buona parte un pro-farmaco. Il suo metabolita DPMF (N-(2,4-dimetilfenil)-N-metilformamidina) è nettamente più potente della molecola madre sul recettore.
Il dato: perché colpisce la varroa e non l’ape
Guo e colleghi (eLife, 2021) hanno espresso e testato separatamente i recettori Octβ2R di Varroa destructor e di Apis mellifera, misurando la concentrazione efficace 50 (EC50):
Amitraz
Varroa (VdOctβ2R): EC50 72,8 nM
Ape (AmOctβ2R): EC50 1.200 nM
l’ape è ~16× meno sensibile
DPMF (metabolita attivo)
Varroa (VdOctβ2R): EC50 6,9 nM
Ape (AmOctβ2R): EC50 43,4 nM
l’ape è ~6× meno sensibile
Gli autori hanno identificato tre amminoacidi specifici del recettore dell’ape (E208, I335, I350) che ne riducono l’affinità per l’amitraz. La selettività dell’amitraz, quindi, è strutturale, iscritta nel bersaglio stesso: il recettore dell’ape è intrinsecamente meno sensibile.
3. Come agisce il tau-fluvalinate: tenere aperto il canale del sodio
I piretroidi agiscono su un bersaglio completamente diverso: i canali del sodio voltaggio-dipendenti della membrana dei neuroni. Sono i canali che generano il potenziale d’azione aprendosi e richiudendosi in millisecondi.
Il tau-fluvalinate si lega al canale e ne ritarda la chiusura. Il sodio continua a entrare, la membrana resta depolarizzata, il neurone genera scariche ripetitive e incontrollate. Il risultato è una vera paralisi neurotossica, seguita dalla morte dell’acaro. È lo stesso principio di flumetrina e acrinatrina — ed è esattamente il motivo per cui questi principi attivi non sono alternative l’uno all’altro.
Il dato: una selettività di natura diversa
Mao, Schuler e Berenbaum (PNAS, 2011) hanno dimostrato che l’ape tollera il tau-fluvalinate perché lo metabolizza: i citocromi P450 CYP9Q1, CYP9Q2 e CYP9Q3 lo degradano efficacemente (gli stessi enzimi detossificano anche il coumaphos). La selettività qui non è nel bersaglio, ma nella capacità di smaltimento. Con una conseguenza pratica: è una selettività che si può perdere. Quando quegli enzimi sono saturati o inibiti da altre molecole presenti nell’alveare (coumaphos, alcuni fungicidi), il margine di sicurezza per l’ape si riduce. Lo studio mostra infatti che coumaphos e tau-fluvalinate occupano lo stesso sito catalitico, con inibizione competitiva reciproca.
In sintesi. L’amitraz è selettivo perché il recettore dell’ape è costruito in modo diverso. Il tau-fluvalinate è selettivo perché l’ape ha gli enzimi per smaltirlo. Due meccanismi di sicurezza opposti, con robustezza diversa.
4. La resistenza: due storie genetiche diverse
Piretroidi: una singola mutazione, e il trattamento crolla
La resistenza al tau-fluvalinate è oggi uno dei casi meglio caratterizzati in acarologia. González-Cabrera e colleghi (PLOS ONE, 2013) hanno individuato una sostituzione amminoacidica L925V nel canale del sodio della varroa, associata alla resistenza ai piretroidi. Un lavoro successivo dello stesso gruppo (Journal of Pest Science, 2018) ha mostrato che la mutazione al codone 925 — nelle varianti L925V (dominante in Europa), L925I e L925M (riscontrate negli Stati Uniti) — è presente nella maggior parte dei Paesi europei testati, con distribuzione disomogenea.
Una mutazione puntiforme singola in un canale ionico ha un comportamento quasi “on/off”: quando la frequenza dell’allele sale in una popolazione, l’efficacia del prodotto non degrada gradualmente, precipita. E la mutazione riguarda il sito bersaglio, comune a tutti i piretroidi: da qui la resistenza crociata tra fluvalinate, flumetrina e acrinatrina.
Il precedente italiano: Lombardia, 1994
Lodesani, Colombo e Spreafico hanno documentato su Apidologie (1995) il fallimento dell’Apistan in diversi comprensori lombardi. I numeri:
- Efficacia media complessiva: 44,5%
- Per apiario, dal 4% (BG1) all’89,5% (CO2), con enorme variabilità interna (un apiario oscillava tra 0,6% e 92,6%)
- Solo il 20,5% delle colonie raggiungeva la soglia terapeutica minima del 95%
Gli autori conclusero che la bassa efficacia e la forte variabilità tra apiari provavano la presenza di ceppi resistenti. Era il 1994: l’Italia è stata uno dei primi Paesi al mondo a documentare il fenomeno.
Amitraz: più mutazioni, più meccanismi, andamento più graduale
Anche l’amitraz ha ormai le sue mutazioni bersaglio identificate, nel gene Octβ2R: N87S (descritta in Francia) e Y215H (descritta negli Stati Uniti), comparse per evoluzione indipendente nelle due aree. La Y215H è stata poi confermata da Rinkevich e colleghi (Pest Management Science, 2023) come associata a casi contemporanei di resistenza negli USA.
A differenza del caso piretroidi, però, il quadro è più sfaccettato: uno studio sulle popolazioni francesi (2024) è intitolato significativamente “più complesso di un singolo polimorfismo a nucleotide singolo”, e più autori ipotizzano una componente di resistenza metabolica accanto a quella del sito bersaglio. Anche Kamler e colleghi (Experimental and Applied Acarology, 2016), lavorando su popolazioni ceche, avevano suggerito un meccanismo metabolico nella popolazione di Kyvalka, resistente contemporaneamente a tau-fluvalinate, acrinatrina e amitraz.
Questo si traduce, in campo, in un degrado più graduale e più variabile dell’efficacia, non in un crollo netto.
Dove siamo oggi: i numeri
| Studio |
Risultato |
Francia
Almecija et al., Exp Appl Acarol, 2020
campionamenti 2018–2019 |
Il 71% dei campioni di acari mostra resistenza all’amitraz, il 57% al tau-fluvalinate. LC90 di riferimento: 0,4 µg/mL per l’amitraz, 12 µg/mL per il tau-fluvalinate. |
Stati Uniti
Rinkevich, PLOS ONE, 2020 |
Su popolazione sensibile di laboratorio, l’Apivar® dà 100% di efficacia. Negli apiari altamente resistenti l’efficacia scende al 68–77%, con un intervallo intra-apiario dal 28% al 97%. La resistenza misurata in vitro correla con la perdita di efficacia in campo (ρ = −0,504; p<0,0001). |
Canada (Alberta)
Scientific Reports, 2025
campionamenti 2020 e 2022 |
Mutazione Y215H (amitraz) rilevata nel 90% degli apiari testati; frequenza allelica locale 5–95%, in crescita dal 37,1% (2020) al 58,8% (2022). Mutazioni L925I/L925M (piretroidi) presenti nel 100% degli apiari, con frequenze 33–97%. |
Revisione sistematica globale
Bertola & Mutinelli (IZSVe), Insects, 2025 |
Analizzati 74 studi secondo linee guida PRISMA 2020. Solo il 31,7% dei test di laboratorio raggiunge un’efficacia superiore al 95%. Resistenza in aumento documentata in Francia, Repubblica Ceca, USA e Argentina. |
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Attenzione metodologica. I valori di concentrazione letale non sono confrontabili tra studi diversi: dipendono dal protocollo di saggio. Kamler et al. (2016), con il vial test in provette di polipropilene, calcolano concentrazioni discriminanti di 0,66 µg/mL per il tau-fluvalinate, 0,26 per l’acrinatrina e 0,19 per l’amitraz — numeri che hanno senso solo all’interno di quel metodo. La stessa revisione IZSVe segnala proprio la mancanza di protocolli standardizzati come ostacolo principale al monitoraggio.
5. La differenza che resta nell’alveare: i residui in cera
Qui la divergenza tra le due molecole è forse la più rilevante sul lungo periodo. Il tau-fluvalinate è fortemente lipofilo e la cera è un solvente lipidico: si accumula, e resta.
Lo studio di riferimento resta quello di Mullin e colleghi (PLOS ONE, 2010) sugli apiari nordamericani:
Fluvalinate nella cera
Rilevato nel 98,1% di 259 campioni. Concentrazione massima 204.000 ppb (204 ppm), media 7.474 ppb, mediana 3.595 ppb.
Degradati dell’amitraz (DMPF) nella cera
Rilevati nel 60,5% di 177 campioni. Concentrazione massima 43.000 ppb, media 2.200 ppb.
La differenza non è solo quantitativa. L’amitraz è una molecola chimicamente instabile: idrolizza rapidamente e si ritrova soprattutto sotto forma dei suoi prodotti di degradazione (DMF, DMPF, DMA). Il fluvalinate, al contrario, persiste come tale.
La conseguenza pratica
Una cera carica di fluvalinate espone la varroa a dosi subletali continue, anche quando non si sta trattando. È una pressione selettiva permanente, che favorisce la diffusione degli alleli resistenti nel modo più efficiente possibile. Chi ricicla la propria cera senza sapere cosa contiene può, di fatto, star selezionando acari resistenti tutto l’anno.
6. Perché la rotazione ha senso (e a quali condizioni)
Poiché amitraz e tau-fluvalinate agiscono su bersagli molecolari distinti, la mutazione L925V del canale del sodio non conferisce alcuna protezione contro l’amitraz, e le mutazioni dell’Octβ2R non proteggono dai piretroidi. Non esiste resistenza crociata tra le due classi. Questo è il fondamento farmacologico della rotazione.
Con due precisazioni importanti.
Prima: ruotare tra tau-fluvalinate, flumetrina e acrinatrina non è ruotare. Sono tutti piretroidi, tutti sullo stesso bersaglio, tutti coperti dalla stessa mutazione. È la rotazione tra meccanismi d’azione che conta, non tra nomi commerciali.
Seconda: la resistenza ai piretroidi è, almeno in parte, reversibile. Milani e Della Vedova (Apidologie, 2002) hanno seguito per quattro anni popolazioni di varroa in Friuli, dove la resistenza era stata rilevata nel 1995 e dove i piretroidi non erano più stati usati. Tra il 1997 e il 2000 la sopravvivenza alla concentrazione diagnostica di 200 mg/kg è scesa di circa dieci volte in tre anni, dal 19–66% all’1,3–7,8%. Gli autori sottolineano però che il vantaggio selettivo della resistenza è minimo e che effetti apprezzabili di ripristino della sensibilità richiedono molte generazioni dell’acaro. Non è un reset: è un lento riequilibrio, che presuppone una sospensione reale e prolungata.
Quattro regole che derivano dai dati
- Ruotare tra meccanismi d’azione diversi, non tra prodotti della stessa classe chimica.
- Misurare l’efficacia dopo ogni trattamento (caduta su fondo a rete, conta post-trattamento con principio attivo diverso). La resistenza è invisibile se non la si cerca: gli studi mostrano una variabilità enorme tra alveari dello stesso apiario.
- Rispettare la durata prevista dal foglietto illustrativo. Strisce lasciate oltre il termine o riutilizzate rilasciano dosi subletali — il modo più rapido di selezionare acari resistenti.
- Trattare tutte le famiglie dell’apiario contemporaneamente, come raccomandano tutti i fogli illustrativi, per evitare la reinfestazione da colonie non trattate.
7. Il quadro in sintesi
| Aspetto |
Amitraz |
Tau-fluvalinate |
| Effetto sull’acaro |
Iperattivazione neuromodulatoria: distacco, disorientamento, mancata alimentazione |
Paralisi neurotossica da depolarizzazione persistente |
| Base della selettività per l’ape |
Strutturale: recettore dell’ape meno affine (~16×) |
Metabolica: detossificazione via CYP9Q1/2/3 |
| Mutazioni di resistenza note |
Octβ2R: N87S, Y215H (+ probabile componente metabolica) |
VGSC: L925V / L925I / L925M |
| Andamento della perdita di efficacia |
Graduale e molto variabile tra alveari |
Rapido, quasi “a soglia” |
| Resistenza crociata |
Nessuna con i piretroidi |
Totale con flumetrina e acrinatrina |
| Comportamento nella cera |
Instabile; presente come metaboliti (DMPF nel 60,5% dei campioni) |
Molto lipofilo e persistente (98,1% dei campioni, fino a 204 ppm) |
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Nessuna delle due molecole è “migliore” in assoluto. Hanno storie diverse, curve di resistenza diverse e impronte diverse sull’alveare. Quello che i dati dicono con chiarezza è che entrambe sono risorse finite, e che il loro valore dipende da come vengono alternate, dosate e verificate. La revisione IZSVe del 2025 si chiude proprio su questo: servono programmi di monitoraggio nazionali, protocolli standardizzati e rotazione consapevole dei principi attivi.
Nota. Questo articolo ha finalità informative e divulgative. I medicinali veterinari citati vanno impiegati esclusivamente secondo il rispettivo foglietto illustrativo e nel rispetto delle linee guida ministeriali vigenti e delle indicazioni del veterinario. Dosaggi, durate e tempi di attesa riportati sono quelli dei fogli illustrativi delle confezioni autorizzate in Italia alla data di redazione.
Bibliografia
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- Lodesani M., Colombo M., Spreafico M. (1995). Ineffectiveness of Apistan® treatment against the mite Varroa jacobsoni Oud in several districts of Lombardy (Italy). Apidologie 26(1). apidologie.org (PDF)
- Milani N., Della Vedova G. (2002). Decline in the proportion of mites resistant to fluvalinate in a population of Varroa destructor not treated with pyrethroids. Apidologie 33(4):417–422. apidologie.org
- Almecija G., Poirot B., Cochard P., Suppo C. (2020). Inventory of Varroa destructor susceptibility to amitraz and tau-fluvalinate in France. Experimental and Applied Acarology 82:1–16. doi.org/10.1007/s10493-020-00535-w
- Kamler M., Nesvorna M., Stara J., Erban T., Hubert J. (2016). Comparison of tau-fluvalinate, acrinathrin, and amitraz effects on susceptible and resistant populations of Varroa destructor in a vial test. Experimental and Applied Acarology 69:1–9. doi.org/10.1007/s10493-016-0023-8
- Rinkevich F.D. (2020). Detection of amitraz resistance and reduced treatment efficacy in the Varroa mite, Varroa destructor, within commercial beekeeping operations. PLOS ONE 15(1):e0227264. doi.org/10.1371/journal.pone.0227264
- Rinkevich F.D. et al. (2023). Confirmation of the Y215H mutation in the β2-octopamine receptor in Varroa destructor is associated with contemporary cases of amitraz resistance in the United States. Pest Management Science. doi.org/10.1002/ps.7461
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- Bertola M., Mutinelli F. (2025). Sensitivity and resistance of parasitic mites (Varroa destructor, Tropilaelaps spp. and Acarapis woodi) against amitraz and amitraz-based product treatment: a systematic review. Insects 16(3):234. doi.org/10.3390/insects16030234
- Mullin C.A., Frazier M., Frazier J.L. et al. (2010). High levels of miticides and agrochemicals in North American apiaries: implications for honey bee health. PLOS ONE 5(3):e9754. doi.org/10.1371/journal.pone.0009754
- Ministero della Salute (2025). Linee guida per il controllo dell’infestazione da Varroa destructor. Nota n. 2667 dell’11/03/2025. izsvenezie.it (PDF)
- Fogli illustrativi dei medicinali veterinari Apivar® (amitraz 500 mg/striscia), Apitraz® (amitraz 500 mg/striscia) e Apistan® (tau-fluvalinate 800 mg/striscia) autorizzati in Italia.