Preparare l’invernamento delle api: nutrizione, riserve e controllo della varroa
Nutrizione · Gestione stagionale
Preparare l’invernamento delle api: nutrizione, riserve e controllo della varroa
Da apicoltore a apicoltore: settembre non è la fine dell’annata, è l’inizio di quella successiva. Le decisioni sull’alimentazione e sulla varroa prese ora si ripercuotono direttamente sulla forza della colonia a febbraio-marzo.
Dopo l’ultimo raccolto estivo, le colonie devono affrontare il compito più delicato dell’anno: ringiovanire la popolazione e accumulare riserve, sia nel corpo di ogni singola ape sia nei favi, sotto forma di miele e polline. La guida nutrizionale Véto-pharma lo dice chiaramente: esiste una relazione diretta tra il livello delle riserve a fine estate e la sopravvivenza invernale.
In questo approfondimento vediamo cosa succede davvero dentro l’alveare in questo periodo, perché la varroa e la malnutrizione sono due facce dello stesso problema, e come intervenire senza sprecare tempo o risorse.
1. Ringiovanire la colonia, accumulare riserve
Dopo l’ultimo raccolto, le api sfruttano le ultime fioriture portate dalle piogge autunnali, quando ci sono. Serve un buon apporto di polline, ed è essenziale che sia diversificato: nessuna fonte pollinica singola copre tutto lo spettro nutrizionale richiesto dalla colonia. Contemporaneamente, la colonia deve rinnovare la propria popolazione con api giovani, capaci di superare l’inverno e di riavviare l’allevamento della covata in primavera.
Lo sapevi? Le api preferiscono consumare il polline immagazzinato di recente, tra i 3 e i 10 giorni dalla raccolta. Un flusso costante e fresco di polline in questo periodo conta più di una scorta abbondante ma vecchia.
2. Il corpo grasso e la vitellogenina: la riserva che non si vede
Non parliamo solo di scorte nei favi. Ogni ape accumula riserve proteiche e lipidiche nel proprio corpo grasso, situato sotto il quinto segmento addominale dorsale. È lì che viene sintetizzata la vitellogenina, la proteina che nutre le larve tramite la pappa reale, sostiene il sistema immunitario, interviene nel trasporto dei nutrienti attraverso l’emolinfa e determina la longevità dell’ape stessa.
Le api “invernali”, dette diutine, hanno un metabolismo particolare proprio grazie a riserve di vitellogenina più elevate: sono queste a sopravvivere ai mesi freddi e a riavviare l’allevamento della covata in primavera. Una bottinatrice esausta a fine stagione, con corpo grasso povero, non diventa una buona ape invernale — da qui l’importanza di un buon apporto proteico proprio ora, mentre le ultime bottinatrici estive lasciano il posto alla generazione che sverna.
3. Perché conta il polline fresco, non solo la quantità
Il contenuto proteico del polline varia moltissimo da pianta a pianta, e in una lunga fioritura monoflora tende a diminuire nel tempo, indebolendo le api che lo consumano a lungo. Per questo la diversità è tanto importante quanto la quantità: una colonia che si nutre da fonti diverse copre meglio lo spettro di amminoacidi essenziali, mentre una dipendenza da un’unica fonte povera (tipico di fine estate) espone la colonia a carenze specifiche e a un maggiore rischio di malattie come la nosemiasi.
4. Una fonte continua di nettare
Anche il nettare gioca un ruolo chiave: stimola la regina a deporre e incoraggia le api a immagazzinare miele, riserva indispensabile per mantenere la temperatura dell’alveare durante l’inverno. Se il flusso nettarifero si interrompe o è insufficiente, un’alimentazione zuccherina di sostegno per almeno 4-6 settimane (due cicli di covata) può fare la differenza tra un glomere forte e uno debole a gennaio.
5. Varroa a fine stagione: il circolo vizioso della malnutrizione
⚠ Punto critico
Livelli elevati di varroa in questo periodo non sono solo un problema parassitario: contribuiscono direttamente alla malnutrizione della colonia, aumentano l’incidenza di virus e nosema, e si traducono in maggiore mortalità invernale. Un alveare che entra nell’inverno con un carico parassitario alto, anche con buone scorte, parte svantaggiato.
È un circolo che si autoalimenta: una colonia poco nutrita regge meno bene l’attacco dei patogeni, un alveare malato bottina meno e si nutre peggio. Rompere questo circolo prima dell’inverno, agendo insieme su varroa e alimentazione, è l’unico modo per invertirlo.
6. Il rapporto nutrici-covata, il termometro della colonia
Quando le api nutrici sono in numero sufficiente rispetto alla covata da accudire, è segno di colonia in salute. Se il rapporto scende, le larve ricevono meno pappa reale e crescono in condizioni di stress nutrizionale: nasceranno adulte più deboli, con ghiandole ipofaringee meno sviluppate e vita più breve.
In caso di forte carenza proteica, le api possono persino arrivare a cannibalizzare uova e larve pur di preservare un livello minimo di espansione della colonia — un meccanismo di adattamento estremo che segnala quanto la situazione nutrizionale si sia deteriorata.
7. Come supplementare correttamente
Non basta scegliere il prodotto giusto: conta anche come lo si somministra. Alcuni punti da non trascurare, tratti dall’esperienza sul campo:
- Le api sono succhiatrici: le particelle solide non disciolte devono essere micronizzate sotto i 200 micron per poter essere ingerite.
- Posiziona il supplemento vicino al glomere, idealmente sopra di esso, così da sfruttare il calore e l’umidità dell’alveare e mantenerne la consistenza ottimale.
- La somministrazione deve durare almeno 4-6 settimane (due cicli di covata) per avere un reale impatto sulla generazione successiva di api.
- In caso di nutrizione liquida, evita gli orari più freddi della giornata: le api rischiano di raffreddarsi e annegare nello sciroppo.
Checklist di fine estate
- Verifica il livello di infestazione da varroa e tratta se necessario
- Valuta le riserve di miele e polline in favo, alveare per alveare
- Integra con nutrizione proteica se il polline scarseggia o è poco diversificato
- Stimola con sciroppo se manca un flusso nettarifero continuo
- Riduci il volume dell’alveare se la popolazione è ridotta
Tutto quello che serve per l’invernamento
Canditi e sciroppi per la scorta, integratori proteici per il polline mancante, trattamenti anti-varroa per arrivare puliti all’inverno.
Nutrizione
Canditi & sciroppi stimolanti
Per scorte solide o stimolo alla deposizione, in base alle necessità del momento.
Sanità apiaria
Trattamenti anti-varroa
ApiLifeVar, Apivar e altre soluzioni per abbattere il carico parassitario prima dell’inverno.
Polline scarso o poco diversificato in zona? La linea BeeNectar (VN Power → VN Extra Power → A-Extra Power → Magic Power) copre in modo mirato le esigenze proteiche della colonia in questa fase.
Fonte: Véto-pharma, Nutrition Guide for Honey Bees. Contenuti scientifici adattati e riformulati per il contesto apistico italiano.