5 idee sbagliate sulla varroa che ti costano le colonie
Ci sono frasi che circolano in ogni apiario, passate di bocca in bocca tra colleghi, che
suonano come buon senso pratico. Il problema è che ognuna di queste convinzioni, presa
alla lettera, ha già fatto perdere colonie a qualcuno. Le analizziamo una per una, con i
dati della guida Integrated Varroa Mite Management throughout the Seasons
di Véto-pharma alla mano.
1. “Contare è inutile, tanto tratto comunque”
Il peggior nemico nella lotta alla varroa è l’abitudine, perché non esistono due stagioni
uguali. In uno stesso apiario, a fine stagione, un’arnia può avere meno di 500 acari
mentre un’altra ne conta 17.500. Applicare lo stesso trattamento, con la stessa
dose, a situazioni così diverse non produce lo stesso risultato: sotto-tratti le colonie
messe peggio, e sprechi risorse su quelle messe bene.
Dati reali — apiario in Alsazia, 4 stagioni
| Anno | Basso rischio (<3.200 acari) |
Rischio medio (3.200-4.200) |
Rischio alto (>4.200 acari) |
|---|---|---|---|
| 2010 | 42% | 21% | 37% |
| 2011 | 16% | 10% | 74% |
| 2013 | 83% | 10% | 7% |
| 2014 | 25% | 25% | 50% |
Stesso apiario, stesso apicoltore, stessa routine di trattamento. Il 2013 e il 2011 sono
quasi agli antipodi. Senza un conteggio a inizio stagione non hai modo di sapere in
quale dei due scenari ti trovi.
2. “Tratto a settembre, dopo il raccolto”
Le api invernali — quelle che dovranno portare la colonia fino a marzo, con un’aspettativa
di vita di 160-200 giorni contro le 4-6 settimane di un’ape estiva — nascono tra metà
agosto e metà settembre. Aspettare settembre per trattare significa che quelle api
sono già uscite da celle esposte alla varroa nel periodo peggiore dell’anno.
La modellazione della guida su un clima temperato lo mostra con chiarezza: mentre la
popolazione di api adulte cala in autunno, quella della varroa resta alta più a lungo,
perché continua a riprodursi finché c’è covata. Il rapporto acari/api esplode proprio in
questa finestra — da circa 6 acari ogni 100 api ad agosto a
35 ogni 100 api a settembre. Sopra i 5 acari per 100 api, la colonia è già
a forte rischio.
Il trattamento di fine estate, fatto subito dopo la smielatura e non rimandato a
settembre inoltrato, è quello che decide la salute delle api nutrici che costruiranno
la generazione invernale.
3. “Se ci sono ancora varroa, il trattamento non ha funzionato”
Qui si confonde efficacia e risultato zero. L’efficacia richiesta
dall’Agenzia Europea dei Medicinali per registrare un trattamento è del 95% per i
principi attivi di sintesi (amitraz, flumetrina, tau-fluvalinato) e del 90% per i naturali
(timolo, acido formico, acido ossalico). Ma la stessa percentuale di efficacia, applicata
a infestazioni di partenza diverse, lascia un residuo molto diverso:
| Acari di partenza | Efficacia 90% (bio) |
Efficacia 95% (convenzionale) |
|---|---|---|
| 500 | 50 residui | 25 residui |
| 2.000 | 200 residui | 100 residui |
| 10.000 | 1.000 residui | 500 residui |
L’obiettivo di riferimento è un’infestazione residua sotto i 50 acari per colonia a fine
trattamento. Vedere ancora acari sulla tavoletta diagnostica dopo un trattamento al
95% non è un fallimento: è la matematica, soprattutto se si partiva già da un carico alto.
Quello che conta davvero è misurare l’infestazione prima del trattamento: solo
così puoi sapere se il residuo che trovi dopo è fisiologico o segnala un vero problema.
4. “Trattamento estivo fatto, non ci penso più”
Il carico residuo di cui sopra è solo metà del problema. L’altra metà è la
reinfestazione: saccheggio di colonie deboli da parte di colonie forti, deriva
delle bottinatrici, aree di congregazione dei fuchi. Non è un evento raro — è un
meccanismo continuo, che può portare decine di acari al giorno in una singola colonia
anche a distanza di più di un chilometro dalla fonte.
La guida modella cosa succede a una colonia che parte da zero acari residui rispetto a
una che ne riceve 100 o 250 da reinfestazione a metà stagione: la curva “zero” resta
piatta per settimane, ma appena arriva anche una reinfestazione modesta la crescita
riparte ripida, e la colonia raggiunge livelli critici molto prima di quanto ci si aspetti
da un’arnia “già trattata”.
Un apiario “sistemato” a luglio può ritrovarsi sopra soglia a settembre senza che sia
successo nulla di anomalo — solo il ciclo naturale della diffusione tra colonie vicine.
5. “Le mie colonie sono morte in inverno: resistenza!”
La resistenza esiste ed è un fenomeno reale — l’OMS la definisce come la capacità di un
parassita di tollerare dosi che sarebbero letali per la maggioranza della popolazione — e
si sviluppa in tre modi: modificando il bersaglio del principio attivo, ispessendo la
cuticola, o evitando comportamentalmente il contatto col trattamento. Ma è molto meno
comune di quanto si pensi. Prima di concludere che è questo il caso, la guida suggerisce
di riaprire il registro dell’apiario e rispondere a nove domande:
- Le colonie erano forti in partenza?
- Quanta covata c’era — e quindi, probabilmente, quanta varroa?
- Cosa dicevano i conteggi prima, durante e dopo il trattamento?
- Sono state applicate misure biotecniche durante l’anno (blocco covata, ingabbiamento, rimozione covata maschile)?
- In che date è stato applicato il trattamento?
- Come è stato applicato, e per quanto tempo?
- C’è stata reinfestazione da un apiario vicino?
- Qual era lo storico dei trattamenti dell’anno precedente?
- C’era abbastanza polline e nettare in autunno per costruire api invernali sane?
Nella grande maggioranza dei casi, rispondendo a queste nove domande emerge un anello
mancante nella gestione — non un acaro invincibile.
Il filo comune tra questi 5 miti è sempre lo stesso: ognuno sostituisce un
dato con un’abitudine. La gestione integrata della varroa,
per definizione, fa l’opposto — pianifica conteggi, tratta in base a quello che i numeri
dicono, e si adatta stagione per stagione invece di ripetere lo stesso rituale ogni anno.
Se vuoi mettere in pratica il primo passo — il conteggio — trovi in catalogo gli
strumenti per farlo (lavaggio alcolico, zucchero a velo, CO2) e tutti i trattamenti per
ogni fase stagionale nella sezione prodotti anti-varroa.
Fonte: Questo articolo si basa sui dati e le raccomandazioni della guida
“Integrated Varroa Mite Management Throughout the Seasons” pubblicata da
Véto-pharma, capitolo “Five preconceived ideas to forget”.