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Hai trattato la varroa ad agosto? Ecco perché in autunno torna (e come fermarla prima dell’inverno)

Published By on 12 Ottobre 2026 Categories: Varroa Blog

Hai trattato la varroa ad agosto? Ecco perché in autunno torna (e come fermarla prima dell’inverno)

Il trattamento di fine estate è fatto, le colonie sembrano in ordine e l’autunno si annuncia tranquillo. Poi, a ottobre, ricompaiono le api con le ali deformi. Non è sfortuna e quasi mai è colpa del prodotto: è la reinfestazione autunnale da varroa, e si può prevedere.

Dietro questo ritorno ci sono due meccanismi che agiscono insieme. Il primo è il carico residuo di acari sopravvissuti al trattamento. Il secondo sono gli acari che arrivano dall’esterno, portati dal saccheggio e dalla deriva delle api. Vediamo come funzionano, cosa dicono i numeri e come difendere le colonie prima dell’inverno.

Perché il trattamento estivo non chiude la partita con la varroa

Nessun trattamento elimina il 100% degli acari. Il motivo principale sta nella biologia del parassita: dal 50 al 90% delle varroe di una colonia si trova dentro le celle di covata opercolata, dove l’opercolo le protegge dai trattamenti a effetto rapido.

Gli acari che sopravvivono ripartono subito. In presenza di covata, infatti, la popolazione di varroa raddoppia circa una volta al mese, e cresce ancora più in fretta se c’è molta covata maschile o se arrivano acari dalle colonie vicine.

Il periodo più critico va da agosto a ottobre. Quando la colonia smette di allevare fuchi, gli acari si trasferiscono in massa sulla covata femminile. È proprio da quella covata che nascono le api invernali, le api longeve che devono portare la famiglia fino alla primavera.

Saccheggio delle api: così la varroa viaggia da un alveare all’altro

In autunno le fioriture calano e le colonie forti vanno a cercare risorse altrove. Il bersaglio preferito sono le colonie indebolite, spesso proprio quelle che stanno collassando per la varroa. Le saccheggiatrici ne svuotano le scorte e tornano a casa con il miele e con gli acari.

Il saccheggio può coinvolgere colonie che si trovano a oltre 1,6 km di distanza. Tenere in ordine il proprio apiario, quindi, non basta: conta anche quello che succede negli apiari intorno.

La deriva delle api, la reinfestazione silenziosa

La deriva è il rientro di bottinatrici e fuchi in un alveare che non è il loro. È silenziosa perché non si vede, e la varroa stessa la favorisce: le bottinatrici parassitate apprendono e si orientano peggio, impiegano più tempo a tornare e finiscono più spesso nelle arnie vicine, portando con sé gli acari.

Quanto pesa questo flusso dall’esterno? Uno studio italiano di Greatti, Milani e Nazzi (1992) ha misurato fino a 70 varroe al giorno per colonia in estate, in un apiario già trattato. Altre ricerche riportano reinfestazioni annue che vanno da meno di 200 a oltre 4.000 acari per colonia.

Da 100 a oltre 1.000 acari: quanto cresce la varroa dopo una reinfestazione

Proviamo a fare i conti con il dato del raddoppio mensile. Ipotizziamo che dopo il trattamento entrino in una colonia 100 acari, oppure 250, e che la covata sia presente in modo continuo.

Partenza: 100 acari

Mese 0100
Mese 1200
Mese 2400
Mese 3800
Mese 41.600

Partenza: 250 acari

Mese 0250
Mese 1500
Mese 21.000
Mese 32.000
Mese 44.000

Proiezione teorica con raddoppio mensile e covata continua. In arancione i valori oltre i 1.000 acari.

In autunno la crescita reale è più lenta, perché la regina depone meno e la covata si riduce. Anche con questa frenata, però, 100 acari di reinfestazione possono superare quota 1.000 in meno di sei mesi, e partendo da 250 la soglia arriva ancora prima.

C’è poi un dettaglio che molti sottovalutano: in assenza di covata una varroa femmina può vivere dai 6 agli 8 mesi. Gli acari entrati a ottobre possono quindi essere ancora lì ad aspettare la prima covata di primavera.

Come difendersi dalla reinfestazione autunnale: 5 mosse

1. Trattare tutto l’apiario nello stesso momento

Una colonia non trattata, o trattata in ritardo, diventa un serbatoio di acari per tutte le altre. Quando serve un trattamento, va esteso all’intero apiario: è il modo più semplice per ridurre reinfestazione e saccheggio interni. Coordinarsi con gli apicoltori della zona, quando possibile, fa una differenza concreta.

2. Monitorare anche dopo il trattamento

Il controllo autunnale serve a due cose: verificare che il trattamento abbia funzionato e intercettare eventuali reinfestazioni. Queste sono le soglie indicative da considerare dopo il trattamento di fine stagione.

Metodo di monitoraggio Trattare se
Lavaggio con alcol, zucchero a velo o CO₂ (campione di 300 api) 2 acari ogni 100 api o più
Caduta naturale su vassoio 1 acaro al giorno o più

Le soglie possono variare con la zona: nel dubbio, confrontati con i tecnici o con i servizi veterinari del tuo territorio. Negli apiari fino a 10 alveari vanno controllate tutte le colonie. Oltre i 20 alveari ne serve almeno il 25%, con un minimo di 8, scelte sia al centro sia ai bordi dell’apiario.

3. Togliere occasioni al saccheggio

In autunno conviene restringere le porticine, non lasciare favi, melari o sciroppo esposti in apiario, nutrire la sera ed evitare gocciolamenti. Le colonie molto deboli o in collasso vanno gestite subito: lasciate a sé stesse diventano una fonte di acari per tutto il circondario.

4. Limitare la deriva

File lunghe di arnie tutte uguali confondono le api. Alternare l’orientamento delle porticine e usare colori o segni distintivi le aiuta a riconoscere la propria casa.

5. Programmare il trattamento invernale di recupero

Quando la colonia è senza covata, tutti gli acari si trovano sulle api adulte e sono quindi raggiungibili. È il momento ideale per un trattamento a base di acido ossalico. Va eseguito solo con medicinali veterinari autorizzati, rispettando dosi e modalità indicate in etichetta, e registrato come previsto dalla normativa.

Il limite del trattamento invernale

Il trattamento invernale elimina l’infestazione residua, ma non ripara i danni già fatti. Le api invernali nate da covata molto infestata vivono meno e spesso portano virus come quello delle ali deformi.

Una colonia già troppo compromessa nei mesi precedenti può morire anche dopo un trattamento invernale eseguito alla perfezione. Per questo la difesa vera si gioca in autunno, con il monitoraggio e la gestione di saccheggio e deriva.

Domande frequenti sulla reinfestazione da varroa

Perché trovo varroa anche dopo aver trattato?

Per due ragioni: una parte degli acari sopravvive al trattamento, soprattutto quella protetta nella covata opercolata, e altri acari arrivano dalle colonie vicine attraverso saccheggio e deriva.

Quanti acari possono arrivare da fuori?

Uno studio italiano ha registrato fino a 70 varroe al giorno per colonia in estate. Su base annua, la letteratura riporta valori che vanno da meno di 200 a oltre 4.000 acari per colonia.

Il trattamento invernale basta a salvare una colonia molto infestata?

Non sempre. Elimina gli acari rimasti, ma non può recuperare api invernali già indebolite da varroa e virus durante l’autunno.

Quando conviene monitorare in autunno?

Dopo il trattamento di fine estate, tra settembre e dicembre, per verificarne l’efficacia e decidere se serve un trattamento invernale in assenza di covata.

Fonti

Véto-pharma, Varroa Guide, seconda edizione (2019, aggiornata 2020).

Greatti M., Milani N., Nazzi F. (1992). Reinfestation of an acaricide-treated apiary by Varroa jacobsoni. Exp. Appl. Acarol., 16, 279-286.

Kralj J. et al. (2007). The parasitic mite Varroa destructor affects non-associative learning in honey bee foragers. J. Comp. Physiol. A, 193, 363-370.

Dainat B. et al. (2012). Dead or alive: Deformed Wing Virus and Varroa destructor reduce the life span of winter honeybees. Appl. Environ. Microbiol., 78(4), 981-987.

van Dooremalen C. et al. (2012). Winter survival of individual honey bees and honey bee colonies depends on level of Varroa destructor infestation. PLoS ONE, 7(4), e36285.

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